I Patti Sociali di Genere

una modalitĂ  innovativa di programmazione territoriale

Le politiche pubbliche non sono neutrali rispetto al genere, ma assumono effetti e conseguenze diverse a seconda che il cittadino sia uomo o donna. Prendere in esame la variabile di genere è quindi determinante, perché donne e uomini vivono situazioni di vita differenti, hanno diversi bisogni, risorse ed opportunità, diversi ruoli e modelli di partecipazione sociale. Proprio a causa di tali differenze, politiche pubbliche costruite in modo neutro possono avere impatti differenziati, produrre effetti indesiderati o anche rafforzare (non intenzionalmente) le disuguaglianze esistenti.
Per promuovere la ParitĂ  e le Pari OpportunitĂ  tra uomini e donne occorrono nuovi modi di leggere la realtĂ  economica e sociale, attraverso i quali far emergere le differenze, non solo per superarle nel rispetto del principio di pari opportunitĂ , ma anche per ricavarne vantaggi complessivi per la comunitĂ .
Le politiche di genere promuovono l’integrazione trasversale della dimensione di genere in tutte le politiche e si fondano sui seguenti principi:

  • universalitĂ  dell’esercizio dei diritti di cittadinanza di donne e uomini;
  • equitĂ  nella distribuzione delle risorse, dei poteri e delle responsabilitĂ  tra i sessi;
  • rispetto delle identitĂ  e valorizzazione delle differenze di genere;
  • -garanzia della partecipazione delle donne alla vita politica, economica, sociale, culturale e civile.

I Patti Sociali di genere sono accordi territoriali per azioni a sostegno della maternità e della paternità e per sperimentare formule di organizzazione dell’orario di lavoro nelle PA e nelle imprese private che favoriscano la ri-conciliazione tra vita professionale e vita privata e promuovano un’equa distribuzione del lavoro di cura trai sessi (art. 15 della L.R. 7/2007)

I Patti sociali: una modalitĂ  innovativa di programmazione territoriale

I Patti Sociali di Genere rappresentano una modalitĂ  innovativa di programmazione di servizi e interventi per la conciliazione vita-lavoro in quanto:
  • presuppongono la definizione concertata di programmi plurali e condivisi
  • favoriscono la cooperazione progettuale e di investimenti tra pubblico e privato
  • stimolano il protagonismo dei soggetti locali
  • mobilitano i potenziali di risorse di un territorio indirizzandoli verso obiettivi di sviluppo innovativi

I Patti Sociali: le finalitĂ 

  • Promuovere e divulgare con azioni mirate la cultura della conciliazione e la corresponsabilizzazione dei padri nella cura e nella crescita dei figli e nei lavori di cura;
  • Promuovere e diffondere l’utilizzo dei congedi di maternitĂ  e parentali in una logica territoriale di equilibrio tra la fruizione dei congedi e la disponibilitĂ  di servizi di cura;
  • Superare la rigiditĂ  dei tempi della Legge 53/2000.
  • Incrementare la quantitĂ  e la qualitĂ  dei servizi alla persona;
  • Garantire il valore sociale della maternitĂ  e della paternitĂ  e sostenere la genitorialitĂ  come scelta consapevole;
  • Promuovere processi di contrattazione decentrata per estendere alle lavoratrici e ai lavoratori precari le tutele riconosciute ai lavoratori a tempo indeterminato;
  • Promuovere corsi di aggiornamento per donne e uomini che rientrano dopo il congedo obbligatorio e facoltativo di maternitĂ  e parentale;
  • Favorire l’utilizzo del part-time per motivi parentali anche attraverso l’attivazione di meccanismi di incentivazione economica;
  • Favorire l’inserimento lavorativo delle donne in particolari condizioni di disagio, quali madri sole con figli minori di tre anni, donne immigrate, famiglie monoparentali con carichi di cura;
  • Realizzare progetti di formazione dei lavoratori che, sulla base di accordi contrattuali, prevedano quote di riduzione dell'orario di lavoro

I Patti sociali: le fasi

  • Fase di emersione dei bisogni: relativa all’analisi del contesto di riferimento, all’individuazione delle criticitĂ  e delle esigenze del territorio in materia di conciliazione
  • Fase di contrattazione e concertazione: avviene nell’ambito di un Tavolo permanente di partenariato sulle politiche di genere, che potrĂ  costituire tavoli di contrattazione e concertazione locali con il compito di coinvolgere i soggetti istituzionali, imprenditoriali, il partenariato sociale, il terzo settore, le associazioni femminili
  • Fase di ideazione e progettazione: Consente la stesura operativa e concertata del Piano e culmina nella predisposizione di specifici Protocolli d’Intesa volti a definire ruoli e partecipazione di ogni partner

I Patti sociali: i contenuti

Il Patto sociale deve indicare necessariamente:
  • Ambito territoriale di riferimento
  • Esigenze e criticitĂ  espresse dai soggetti coinvolti
  • FinalitĂ  e macro obiettivi dell’intervent
  • Obiettivi specifici
  • Principali azioni e interventi che si intendono promuovere
  • Risorse finanziarie, umane e organizzative necessarie per l’attuazione
  • Partenariato istituzionale, sociale ed economico che sostiene il Patto
  • Cronoprogramma delle attivitĂ 
  • ModalitĂ  di gestione e controllo

I Patti sociali: i soggetti beneficiari

Possono accedere ai contributi regionali i raggruppamenti, comunque costituiti, dei seguenti soggetti:
  • Imprese operanti nel territorio regionale
  • Associazioni di categoria e sindacali di rilevanza regionale e rappresentate in seno al CNEL
  • Amministrazioni pubbliche ed Enti territoriali pubblici
E’ possibile presentare le proposte progettuali anche costituendo apposite Associazioni Temporanee di scopo, purchè supportati da formali intese già sottoscritte all’atto della domanda e impegno a formalizzare l’associazione entro i tempi di avvio della realizzazione dei programmi di investimento

I Patti sociali: le iniziative ammissibili

Il patto può prevedere progetti ed azioni comprese indicativamente nelle Linee Guida Regionali per l’elaborazione dei Patti Sociali di Genere: ad es. azioni di informazione, comunicazione e sensibilizzazione sull’utilizzo dei congedi di maternità e parentali; azioni sperimentali di di forme di part –time, anche reversibile; azioni sperimentali inerenti modalità di organizzazione del lavoro flessibili, ecc
Sono ammissibili ai contributi sia i costi riferiti alla fase di progettazione/contrattazione/negoziazione, sia specifiche progettualità previste all’interno di ogni Patto. L’art. 3 dell’avviso pubblico riporta l’elenco esaustivo delle iniziative ammissibili.
Il prodotto finale di ciascun Patto territoriale sociale di genere consiste nella definizione puntuale degli interventi che costituiscono il Patto dell’area territoriale di riferimento, nonché nella individuazione di tutti i soggetti che saranno chiamati a dare attuazione agli interventi medesimi attraverso protocolli di intesa che definiscano ruoli e compartecipazione finanziaria di ciascun soggetto, pubblico o privato.
FINANZIAMENTO MASSIMO CONCESSO PER OGNI PROPOSTA PROGETTUALE 165.000,00 EURO

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